GOLDEN KAMUI: un’avvincente caccia al tesoro alla scoperta della cultura Ainu

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“Non c’è cosa mandata dal Cielo che non abbia un suo ruolo”


Con queste parole Satoru Noda, autore del fumetto GOLDEN KAMUI (2014-2022) inizia ogni volume del manga dal quale è stata tratta la serie anime che si concluderà con la quinta stagione che è attualmente in produzione. Il manga ha vinto la 9º edizione del Manga Taisho nel 2016 e il 22º Premio Osamu Tezuka nel 2018.

1904. Saichi Sugimoto è reduce dalla guerra russo-giapponese con il soprannome di “Sugimoto l’immortale” e con la promessa fatta a un suo compagno d’armi di prendersi cura di sua moglie dopo la sua morte.
Per mantener fede alla sua promessa decide di intraprendere una caccia all’oro cercando pepite nei fiumi dell’Hokkaido, ma con scarsi risultati. Durante una delle sue ricerche un uomo ubriaco gli racconta quella che sembrerebbe una folle storia inventata ma che poco dopo si rivela fondata.
La storia narra di una grande quantità di oro raccolta e accumulata in gran segreto dalla popolazione autoctona dell’Hokkaido, gli Ainu, con lo scopo di opporsi all’oppressione giapponese durante il periodo della restaurazione Meiji. Un uomo – detto senza volto – scoprì di questo enorme tesoro e lo rubò, uccise la tribù Ainu che lo aveva conservato e riuscì a nasconderlo per poi essere catturato dalle milizie giapponesi.
Il prigioniero venne torturato per dire dove avesse nascosto il tesoro ma il segreto rimase tale. L’unico indizio che egli lasciò consisteva nell’aver tatuato sui corpi di 24 suoi compagni di carcere, poi evasi, un codice che potesse essere decifrato solo unendone i pezzi.
Sugimoto scopre di lì a breve che l’uomo ubriaco è uno dei 24 ex detenuti e che la storia non è una leggenda e una giovane ragazza Ainu di nome Asirpa – che diventerà sua compagna di viaggio e sua guida nella natura selvaggia – si aggregherà al suo viaggio per scoprire la verità sullo sterminio del suo popolo (e l’assassinio di suo padre) ad opera del ladro senza volto.
Sopravvivere in Hokkaido non è affatto una passeggiata: l’isola più a nord del Giappone infatti è caratterizzata da un clima molto rigido in inverno e la natura è predominante. La coppia di giovani viaggiatori si troverà a dover affrontare orsi, lupi, un clima rigidissimo, altri condannati a morte fuggiti di prigione e militari che li vogliono catturare per sottrargli informazioni sull’ubicazione del tesoro degli Ainu.

LA CULTURA AINU E IL RAPPORTO CON LA NATURA
Già semplicemente come storia d’avventura e come contesto storico la serie si presenta come ottima lettura e visione ma l’aspetto più interessante dell’opera è sicuramente l’attenzione ai dettagli e la ricostruzione delle usanze e costumi dell’etnia Ainu.
Il personaggio stesso di Asirpa si propone come maestra di sopravvivenza per Sugimoto, spiegando di volta in volta come svolgere le attività più disparate: così facendo conosciamo le abitudini di caccia e sopravvivenza delle popolazioni indigene dell’Hokkaido, dei metodi di preparazione di cibi, utensili di vita quotidiana e armi.
Impariamo ben presto che per la cultura Ainu tutto ciò che ci circonda, che sia la foresta, il cielo, il mare, gli animali ecc… venga considerato un “kamui”, ovvero una divinità (notiamo come in giapponese si dica “Kami”) e che proprio per questo ci sia un profondo rispetto per ogni cosa.

FAZIONI IN CONTRASTO E CRUDA VIOLENZA
I combattimenti sono realistici, non si parla di superpoteri o inflessioni fantasy, il manga è considerato un seinen (ovvero dedicato per un pubblico maturo) perciò la violenza rappresentata è paragonabile a quella che potremmo vedere in un film di guerra (e di scenario post-bellico parliamo), con annesse torture e sevizie, gente scuoiata, caccia e evisceramento di animali per poi mangiarli.
Temi forti, ma c’è da dire la violenza non è mai eccessiva o gratuita, le scene sono ben distribuite senza mai scendere nello splatter.
Gli schieramenti che si vengono a formare e a sciogliere, anche di poche unità, corrono con in mente il proprio tornaconto e questo rende la storia molto veritiera, e benché lo scopo possa sembrare comune, l’utilizzo finale non lo è affatto. Tra queste fazioni conosciamo quella del tenente Tsurumi, un veterano intenzionato a finanziare un coup d’etat contro l’Impero giapponese, e Toshizo Hijikata, un samurai dell’ex shogunato e capo della polizia Shinsengumi che vive aggrappato a un’era ormai sorpassata e tanti altri che si verranno a scoprire con colpi di scena e tradimenti durante lo scorrere delle puntate.

In conclusione, se siete amanti delle storie avvincenti, non vi spaventa un po’ di violenza, siete curiosi di conoscere un lato del Giappone che non viene tanto raccontato geograficamente e culturalmente e volete immergervi in un’avventura che oscilla tra caccia al tesoro e caccia all’uomo, Golden Kamui è una serie che non dovete assolutamente perdervi!

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