A otto anni di distanza dal primo film di Vaiana, Disney rilascia il suo nuovo classico, il 63° della lista. Sarà riuscito lo studio d’animazione statunitense a equiparare (o surclassare) la bellezza di Oceania? Secondo la mia modesta opinione no, e vi spiegherò anche perché.
LA TRAMA
Dopo aver salvato la sua isola riportando il cuore di Te Fiti alla dea, Vaiana (Moana in originale) ha una nuova sfida da affrontare. Diventata la navigatrice ufficiale della sua isola, la nuova Tautai, il suo obiettivo è quello di trovare altri popoli oltre al popolo di Motunui.
Un’impresa non certo facile, dato che il dio delle tempeste Nalo ha fatto sprofondare l’isola di Motufetu, punto di congiunzione che collegava tutte le isole dell’oceano.
Per questo motivo Vaiana recluta alcuni abitanti del suo popolo per formare una ciurma: Loto, una ragazza specializzata nel costruire e riparare barche; Moni, un ragazzo specializzato nei miti e leggende; e Kele, un vecchio contadino. Loro quattro, insieme a Pua (il maialino), Heihei (il gallo) e il semidio Maui dovranno affrontare la tempesta e salvare non solo il loro popolo, ma tutti gli abitanti dell’oceano.
DA SERIE TV A FILM
Non è un mistero che questo film in realtà era stato pensato per essere una storia serializzata. L’annuncio risale al 2020, e solo a febbraio di quest’anno Bob Iger – CEO della Disney – ha dichiarato che l’idea era stata riadattata a film. Ed è proprio questo, secondo me, il più grande problema di questa pellicola. La trama di per sé non è brutta, aveva solo bisogno di tempo per essere sviluppata al meglio. Riesco totalmente a immaginare lo sviluppo a puntate, che avrebbe dato più spazio ai personaggi di crescere e di avere un adeguato arco narrativo.
COLONNA SONORA
Le canzoni del film sono un altro dei difetti più eclatanti. Nel primo capitolo i brani portavano la firma di Lin-Manuel Miranda (conosciuto per il musical Hamilton), il musicista samoiano Opetaia Foa’i e Mark Mancina.
Per questo seguito invece, mentre Opetaia Foa’i e Mark Mancina ritornano per comporre i brani, le canzoni sono scritte da Abigail Barlow ed Emily Bear. C’è poco da dire qui, l’assenza di Lin-Manuel Miranda si è sentita tutta. Le canzoni di Oceania 2 sono troppo facilmente dimenticabili, nessuna ha lo stesso impatto delle originali e sembrano scritte quasi senza voglia di impegnarsi troppo.
OCEANIA 3 SI FARÀ? (ATTENZIONE SPOILER)
La Disney sembra intenzionata a continuare questa saga. Se già con la scena finale del film si ha questo sentore, con i vari popoli dell’oceano che finalmente si rincontrano, la scena dopo i titoli di coda non lascia spazio ai dubbi: il dio Nalo non è contento di aver perso e, come dice lui stesso, “questo è solo l’inizio”. Sembra chiaro che Vaiana, ormai semidea come Maui, dovrà ancora una volta affrontare il dio delle tempeste per mettere una volta per tutte la parola fine a questa storia.
Questo è un altro fattore che fa capire come la scelta di riadattare questa storia a film non era la scelta migliore. Se avessero voluto fare una cosa sensata, potevano optare per una soluzione come quella presa per Lilo & Stitch: dopo il film, creare una serie sequel (dove in ogni puntata ritrovano uno degli esperimenti di Jumba) che culmina infine con un film conclusivo (Leroy & Stitch).
CONCLUSIONI
Per concludere questa recensione un po’ arrabbiata, dato che Oceania è stato uno degli ultimi film Disney ad avermi conquistato totalmente, rispondo alla domanda posta nel titolo. Era evitabile questo sequel? Sinceramente sì. Apprezzo che abbiano voluto continuare le avventure di Vaiana, ma avrei apprezzato di più se ci avessero messo la stessa passione che hanno messo la prima volta. Questo secondo capitolo non era necessario, e si può benissimo evitare di spendere soldi per vederlo al cinema aspettando il suo rilascio in digitale.

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