ROAD TO OSCARS: A different man, Maria, The girl with the needle

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Siamo davvero gli sgoccioli, mancano solamente due giorni per la notte degli Oscar e questo sarà il penultimo articolo della rubrica “road to OScars”, dove parleremo di tre film che sono riusciti per un pelo a partecipare a questa novantasettesima edizione dell’Academy, con una sola nomination a pellicola.

A DIFFERENT MAN

Candidato al premio come miglior trucco, A different man è un film scritto e diretto da Aaron Schimberg, con protagonista Sebastian Stan.

Edward Lemuel (Sebastian Stan) è un aspirante attore che soffre di neurofibromatosi di tipo 1, una malattia genetica che genera tumori lungo il sistema nervoso che possono apparire in ogni parte del corpo. Quando si sottopone a un trattamento che riesce a farlo guarire completamente, Edward finge la sua morte e prende il nome di Guy. Un giorno scopre che la sua ex vicina di casa, Ingrid Vold (Renate Reinsve), sta progettando uno spettacolo off-Broadway sulla vita di Edward, così decide di fare le audizioni per il ruolo da protagonista. Le cose però si complicheranno quando i due incontreranno Oswald (Adam Pearson), che soffre anche lui di neurofibromatosi di tipo 1, ma che a differenza di Guy non si sente a disagio nella sua condizione e vive la sua vita in tranquillità.

La candidatura è ovviamente stata data per il modo in cui i truccatori sono riusciti a trasformare il volto di Sebastian Stan nelle scene iniziali del film. Avendo nel cast Adam Pearson, che soffre veramente di questa patologia, possiamo avere un riscontro immediato del trucco del protagonista. Le differenze non si notano nemmeno, tanto è fatto bene, quindi direi che la candidatura è più che meritata. A different man uscirà nelle sale italiane il 20 marzo, dopo le premiazioni.

MARIA

Maria, candidato come miglior fotografia, è uno di quei film che per me si meritava qualche candidatura in più.

La pellicola ripercorre gli ultimi giorni di vita di Maria Callas (interpretata qua da Angelina Jolie) con una sceneggiatura scritta da Steven Knight e diretto da Pablo Larraín. Maria è il terzo film del regista su donne famose del XX secolo, a conclusione di questa trilogia biografica: Larraín aveva già diretto, infatti, Jackie (2016) sulla first lady Jacqueline Kenney e Spencer (2021) su Lady Diana.

Angelina Jolie ha fatto un’interpretazione della Callas straordinaria, e una nomination secondo me se la meritava. Il film è un po’ lento e con una trama assente, serve solo a ricordare la vita della cantante, ma il punto di forza sta proprio nella fotografia: la bellezza delle inquadrature trasformano le scene in dei quadri viventi.

THE GIRL WITH THE NEEDLE

Parlando di film lenti, non posso non menzionare The girl with the needle, film danese candidato a miglior film internazionale.

La trama è ispirata a fatti realmente accaduti nella Danimarca degli anni ’10, quando la serial killer Dagmar Overbye ha ucciso tra i nove e i venticinque bambini (incluso il suo). Dagmar lavorava come badante di bambini avuti al di fuori del matrimonio, uccidendoli per strangolamento, annegamento o bruciandoli. In The girl with the needle, invece, lavora in un negozio di dolci “aiutando” le donne che non possono o non vogliono avere figli: sostiene di poter trovare delle nuove famiglie per i bambini e le donne pagano una tariffa per far adottare i neonati. In realtà, Dagmar, non cercava delle nuove famiglie, ma li uccideva nel momento stesso in cui le madri se ne uscivano dal locale.

Nonostante il film abbia una tematica da horror, non ha nulla a che vedere con questo genere. Il bianco e nero di sicuro contribuisce a dare un’atmosfera ancora più cupa sugli eventi narrati, ma The girl with the needle pecca principalmente di lentezza, che rende pesante la visione non solo per i temi trattati.

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