DRAGON TRAINER: come fare un buon live action

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La Dreamworks è tornata al cinema con il suo primo film in live-action, Dragon Trainer (How to train your dragon), che riprende l’omonimo film d’animazione uscito nel 2010, primo di una trilogia, e che si è piazzato al decimo posto tra i film che hanno incassato di più quell’anno. Piccolo fun fact: quell’anno, la Disney (principale competitor della Dreamworks) ha fatto uscire Alice in Wonderland, il primo della sua serie live action.

La storia è liberamente tratta dalla serie di romanzi scritti da Cressida Cowell. Il termine “liberamente” non l’ho inserito tanto per, perché leggendo la trama del primo libro (che dovrebbe essere appunto quello adattato a film) si può notare come l’unica cosa che hanno in comune sono i nomi di Hiccup (il protagonista, interpretato nel live action da Mason Thames) e Sdentato (il drago).

Prima di continuare, avviso che parlerò direttamente con spoiler, dato che chi conosce il film d’animazione sa già di cosa si parla, e sono passati quindici anni da quella storia, quindi considerate questo avvertimento come SPOILER ALERT.

Il live action è scritto, diretto e co-prodotto da Dean DeBlois, lo stesso regista che ha co-scritto e co-diretto il film d’animazione insieme a Chris Sanders (la stessa coppia di registi che hanno scritto e diretto Lilo & Stitch nel 2002). DeBlois non aveva mai lavorato a un film in live action prima, ma quando la Universal lo ha chiamato per dirgli che stavano pensando di fare un adattamento di Dragon Trainer, la sua risposta è stata che non voleva vedere una versione di quel film fatta da qualcun altro.

Il regista aveva anche dichiarato che questa sarebbe stata un’opportunità per espandere di più il mondo di Hiccup attraverso lo storytelling, ma a visione conclusa della pellicola posso confermare che di espanso non c’è assolutamente nulla tranne due scene: nel film vediamo un cast con etnie diverse e, dato che è ambientato tra i vichinghi, è stata modificata una scena dove Stoick (il padre di Hiccup, interpretato da Gerard Butler sia nella versione animata che in quella live action) giustifica questa cosa spiegando come tutti i popoli si sono uniti insieme per sconfiggere la minaccia dei draghi. La seconda scena modificata, invece, è incentrata su Astrid (interpretata da Nico Parker): quando i ragazzi devono studiare il manuale dei draghi, nel cartone Astrid dice di averlo già letto e se ne va; nel film ha una scena in più dove si approfondisce la sua ambizione di diventare, in futuro, il nuovo capo di Berk. Per tutto il resto, il film è una copia 1:1 dell’originale: stesse scene, stesse inquadrature, stesse battute.

La prima scena modificata risolve anche l’inutile polemica che si era creata attorno al personaggio di Astrid quando fu annunciata l’attrice e molti non gradirono la non-somiglianza con la controparte cartoonesca.

Un aspetto straordinario del film è la CGI usata, soprattutto per il design dei draghi che, venendo da un film d’animazione, avevano un character design moto più bambinesco, mentre per la versione in live action hanno puntato più sul realismo, creando dei draghi che non hanno nulla da invidiare ad altri draghi del mondo audiovisivo (come, ad esempio, Game of Thrones).

Sono sicuro che questo film, nonostante i pareri molto positivi che ha ricevuto, avrà anche una buona parte di critiche negative. Perché l’essere umano alla fine avrà sempre qualche motivo per lamentarsi: se si crea un live action totalmente diverso dalla sua controparte animata (vedi il caso di Mulan), fa schifo; se si crea un live action fedele ma con delle modifiche (tipo Lilo & Stitch) fa schifo perché ha cambiato delle cose; e infine, se si crea un live action identico all’originale (come in questo caso) allora non ha senso farlo. Il senso, per le major cinematografiche, ovviamente c’è ed è quello di fare soldi (come qualsiasi cosa d’altronde); possiamo stare a discutere di come non si ha più lo voglia di creare qualcosa di nuovo e innovativo, e su questo posso anche essere d’accordo, ma bisogna essere oggettivi e riconoscere che Dragon Trainer è un live action fatto bene, e forse la Disney, se proprio vuole puntare sui suoi live action, dovrebbe prendere esempio dalla Dreamworks.

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