Seoul. Capitale del soft power sudcoreano e – a quanto pare – patria dell’Honmoon, un rituale millenario che prevede di sigillare il Male tramite il canto di un trio di Cacciatrici con poteri sovrannaturali.
Da questa premessa scaturisce la storia del film KPOP DEMON HUNTERS, film fantasy musicale animato prodotto da Sony Pictures Animation. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans è disponibile sulla piattaforma Netflix a partire dal 20 giugno 2025.
La pellicola nasce dall’idea di Kang di scrivere un film che fosse ispirato dalle sue origini coreane e alla sua infanzia e adolescenza: si ispira infatti al folklore, alla demonologia e alla cultura pop e mainstream coreana, oltre che ai drama e agli anime. Kang ha inoltre dichiarato il film come la sua “lettera d’amore al Kpop”, è lei stessa fan di gruppi della Prima Generazione come H.O.T e Seo Taiji and The Boys e si è divertita a leggere online le speculazioni della community kpop che dall’uscita del trailer ha iniziato a indicare quali idols fossero stati di ispirazione per i personaggi.
“Penso che ciò di cui mi piace parlare è che ci sono così tanti archetipi specifici che ogni gruppo ha” dice Kang. “È divertente leggere di questa conversazione in corso, perché ognuno sceglie il membro giusto che ricopre quell’archetipo e quel tipo di ruolo e aspetto fisico per ogni gruppo.“
Kang ha poi aggiunto, parlando della direzione artistica del film: “Nei film di supereroi ovviamente vuoi vedere personaggi che siano fighi e badass, ma vuoi vedere anche che sono vulnerabili, scemi e stupidi. Ho pensato che sarebbe stato molto affascinante far vedere ciò, ed è il tono che volevo avesse il film. Il kpop è stato l’ultimo ingrediente ad essere aggiunto, la caccia ai demoni è normalmente una attività segreta. L’abbiamo aggiunto per creare spettacolo e l’abbiamo trasformato in un musical.”
Le Huntrix nella prima scena del film si preparano il ramyeon mentre prendono a calci i demoni su un aereo, per poi correre e catapultarsi sul palco per far felici i loro fan con le loro canzoni.
CAST E VOCI: LA LINEA DI CONGIUNZIONE TRA AMERICA E ASIA
Il film spicca per le voci di attori e musicisti che hanno origini asiatiche, che condividono la vita a metà tra due mondi come per la regista.
Nella parte doppiata possiamo ascoltare Arden Cho (Teen Wolf), Ahn Hyo-seop (Business Proposal, Lovers of the Red Sun), May Hong (High Mantenance), Ji-Young Yoo (Smoking Tigers), Yunjin Kim (Lost), Daniel Dae Kim (Lost, Hawaii Five-0), Ken Jeong (The Hangover) e Lee Byung Hoon (Squid Game, Mr. Sunshine).
Per le parti cantate sono stati scelti allo stesso modo artisti coreani-americani tra cui i cantautori e compositori EJAE (Rumi) e Andrew Choi (Jinu); la cantante Audrey Nuna (Mira); la pluritalentuosa Rei Ami (Zoey); SamUIL Lee (Romance Saja); l’ex membro del gruppo kpop U-KISS Kevin Woo (Mistery Saja); il cantante e produttore Neckwav (Abs Saja) e Danny Chung (Baby Saja).
UN TUFFO NELLA CULTURA COREANA: DOKKAEBI, GWISIN E ANIMALI MAGICI
Gli antagonisti della pellicola vengono chiamati solamente “demoni”, ma se andassimo ad analizzare le fattezze dei singoli personaggi potremmo distinguere molte creature del folklore e della mitologia del Paese.
I nemici più numerosi e comuni sono i dokkaebi (도깨비), detti goblin, sono creature soprannaturali e spaventose della mitologia coreana, riconoscibili per i loro denti lunghi e affilati, corna, occhi sporgenti e corpi ricoperti di peli. Questi esseri sono presenti nelle leggende popolari della Corea fin dall’epoca dei Tre Regni (57 a.C. – 668 d.C.). A differenza degli spiriti dei defunti, chiamati Gwisin (귀신) – ovvero fantasmi- i dokkaebi hanno la capacità di trasformarsi da oggetti di uso quotidiano, come alberi, sedie o scope. La tradizione folkloristica coreana distingue diversi tipi di dokkaebi: alcuni sono gentili e benigni, altri sono ingenui, alcuni sono particolarmente abili nel combattimento e nel maneggiare armi, come le frecce, mentre altri sono monchi di un occhio e sono conosciuti per il loro amore per il cibo abbondante. Esiste anche una varietà a forma di uovo, che si muove rotolando sul suolo. Si presentano spesso con fiamme blu e indossano un cappello chiamato gamtu che li rende invisibili.
I Dokkaebi sono creature irascibili e licenziose che amano festeggiare con gli amici fino a tarda notte, bevendo e facendo baldoria. Sono esperti combattenti e sfidano i viaggiatori per il diritto di passaggio. Possiedono poteri soprannaturali, come la capacità di assicurare buoni raccolti, abbondanti pesche e grandi ricchezze, e mostrano caratteristiche umane affascinanti, come l’affidabilità nel pagare i debiti. Spesso sono considerati i Robin Hood dei mostri coreani, rubando ai ricchi e donando ai poveri e meritevoli, e hanno il ruolo di guardiani della moralità, premiando o punendo le persone per il loro comportamento, talvolta usando grandi mazze magiche chiamate bangmangi. Nonostante le loro buffonate, conservano sempre un sorriso sui volti, anche nelle situazioni più dure.
I gwisin (귀신) sono un tipo di divinità, spirito o fantasma nel folklore coreano. A differenza dei dokkaebi, i gwisin sono esseri umani defunti. Secondo il folklore, i gwisin possono essere trovati in molti luoghi. Si sostiene che quando un individuo muore ma ha ancora legami con il mondo dei vivi, come nel caso di vendetta o per prendersi cura di una persona cara, il suo spirito rimanga sulla terra per completare il compito prima di andare negli inferi. Si ritiene spesso che i gwisin siano gli spiriti delle persone morte con rimpianti, affari in sospeso o emozioni forti come rabbia o dolore.
I Gwisin femminili si narra indossino un hanbok (il vestito tradizionale coreano ndr) bianco, che si utilizza ai funerali, lunghi capelli neri e sciolti.
I Nathwi (낯휘) o Gwimyeon (귀면), sono un tipo di maschera o immagine mostruosa presente nei templi coreani e nell’architettura tradizionale. Sono spesso raffigurati con tratti feroci come nasi larghi, narici dilatate, corna e denti aguzzi, ma sono anche comunemente raffigurati con un sorriso. Si ritiene che proteggano edifici e persone dagli spiriti maligni. Sono tipicamente dipinti su muri, travi e pannelli e possono essere trovati in coppia, con ogni maschera rivolta in una direzione diversa per aumentarne la portata protettiva.
In Corea, la tigre è un animale profondamente radicato nel folklore e nella cultura, simboleggiando forza, coraggio e protezione. Spesso è considerata uno spirito guardiano, protettrice del popolo coreano e associata a qualità come umorismo e nobiltà. La tigre è anche un motivo ricorrente in miti, leggende, letteratura e arte, inclusi i dipinti folcloristici (minhwa).
Tigri scolpite in pietra venivano poste intorno alle tombe reali, a guardia dei defunti. Nel XIX secolo erano spesso disegnate insieme alle gazze: secondo un’interpretazione, la tigre simboleggerebbe la gratitudine e la gazza la gioia; secondo un’altra, sarebbero metafore della forza e della debolezza. 
A partire da sinistra vediamo degli screen dei Dokkaebi, la tigre “guardiana” e Jinu trasformato in demone. A Destra I dokkaebi con la faccia rossa e sotto una incisione di pietra raffiguranti sempre i goblin coreani. La tigre e la gazza sono raffigurati in un minhwa (dipinto tradizionale) e sotto tre immagini di Gwimyeon dipinte a guardia dei templi. 
Nei drama fantasy storici sono spesso introdotti personaggi con poteri sovrannaturali tratti dalle leggende coreane, come ad esempio Lovers of the Red Sky (2021), Tale of the Nine Taled (2020), Scholar Who Walks the Night (2015); qui messi a paragone con Jinu, nel film Kpop Demon Hunters.
Per concludere citiamo il Jeoseung-saja (저승사자), ovvero quello che in occidente chiameremmo il Cupo Mietitore. Viene raffigurato nella mitologia coreana indossando un hanbok e un cappello neri e guida le anime dei defunti nell’aldilà. Notiamo la parte finale del termine “Saja” che è lo stesso spelling di “Leone”, utilizzato per il gruppo SAJA BOYS. Deduciamo da qui che gli idols del film oltre che demoni potrebbero essere considerati dei Cupi Mietitori.
GIRLGROUP VS BOYGROUP: IL MONDO DELL’INTRATTENIMENTO KPOP
Quando non sbancano il botteghino come le superstar kpop HUNTRIX, il trio delle protagoniste Rumi, Mira e Zoey usano la loro identità segreta da cacciatrici per proteggere il mondo dalla minaccia millenaria dei Demoni guidati da Gwi-ma.
Al contempo, la risposta da parte del Male è contrastare il successo delle HUNTRIX, rubando le anime dei fans con una boyband altrettanto accattivante: i SAJA BOYS.
Kang e il suo partner di regia, Chris Appelhans, hanno detto che la fonte di ispirazione per i personaggi è stata creata coralmente con tutto il team artistico, utilizzando una bacheca digitale in cui sono stati inseriti tanti attori, idoli e gruppi diversi.
Partiamo dal fenomeno dei SAJA BOYS, composti da Jinu (doppiato da Ahn Hyo-seop), Abby, Mystery, Romance e Baby. I gruppi coreani presi come ispirazione sono Tomorrow X Together, BTS, Stray Kids, ATEEZ, BIGBANG e Monsta X. “C’è sempre un ragazzo muscoloso che mette in mostra gli addominali; uno più romantico (“Gli ho fatto apposta questa frangia che doveva essere a forma di cuore”); e il piccolo del gruppo. Baby Saja è, ovviamente, il maknae (il più giovane)”, spiega Kang. “[Hanno] questo look e di solito sono i rapper del gruppo.”

Ecco una compilation di idols che – personalmente – credo siano stati di ispirazione per i due gruppi del film.
Viene fatto vedere all’inizio della pellicola in modo molto veloce, come nelle generazioni si siano susseguite cacciatrici di demoni, sempre dei trii di giovani ragazze con il potere che scaturiva dal canto. Per i fan più di vecchia data come me non passano inosservate le somiglianze con alcuni gruppi kpop come le Wondergirls, SNSD, GFriend e S.E.S. 
Oltre alla mera somiglianza visiva vediamo i nostri protagonisti intenti a fare promozione per il proprio singolo o album tramite programmi televisivi (shows famosi includono Weekly Idol, M-countdown, Musik Bank, Music Core e Show Champion ndr) esibirsi nelle performance street, ad eventi e sul palco dello stadio Olimpico di Seoul.
CONSIGLI MUSICALI PER I NUOVI FANS
Per quanto riguarda la parte di produzione musicale, mi sento di poter fare una piccola sezione in cui consiglio canzoni con vibes simili alla soundtrack del film per terminare questo lungo articolo (abbiate pazienza, cari lettori!).
Partendo dalla performance da “Mietitori” dei Saja Boys, consiglio di ascoltare – e guardare! – Goblin (Favourite Boys) degli ACE, Shangri-la dei VIXX, Dystopia e The Song of Dann dei KINGDOM, Luna e LIT dei ONEUS e MAMA degli Exo, canzoni con un concept tradizionale, etereo o cupo. La traccia Your Idol in sè, invece, ricorda le caratteristiche musicali del gruppo Enhypen (Bad Desire, Bite me, Given-Taken) .
Per Soda Pop, che propone un concept molto più fresco e dolce consiglio Candy Sugar Pop degli ASTRO – che è il gruppo dell’attore Cha Eun-woo a cui è ispirato JINU – Sweet e Bloom Bloom dei THEBOYZ, Eternal Sunshine degli Ateez, We Young e Hello Future degli NCT DREAM e Feel the Pop degli Zerobaseone. A meno che non abbiate vissuto sotto una roccia, avrete sicuramente sentito anche Dynamite e Idol dei BTS.
Per le Huntrix il concept è più legato all’idea di girlpower, ragazze forti e indipendenti. Il focus è sul rap in alcune canzoni e sulle parti cantate in altre. Possiamo citare immediatamente I am delle IVE, di cui molti fans del gruppo hanno notato la somiglianza impressionante con GOLDEN. Per How it’s Done e Takedown la somiglianza (negli outfit soprattutto) con le 2NE1, mentre per le canzoni Whiplash, Savage e Girls delle AESPA o alcune canzoni delle XG.
Se vi è piaciuta What it Sounds Like consiglio canzoni come Stay e Lovesick Girls delle Blackpink, Don’t wanna cry dei Seventeen, Breathe di Lee Hi.
Il film nella sua semplicità della trama ha saputo dare tanto da dire a una fan della Corea e del kpop di vecchia data come me, facendomi perdere negli easter eggs e facendomi riflettere su ciò che so della cultura più tradizionale.
La soundtrack è davvero di alta qualità e tra i producers spicca TEDDY, che ha prodotto canzoni per 2ne1, Bigbang e Blackpink e Andrew Choi che ha un contratto con la SM Entertainment e ha prodotto canzoni per moltissimi gruppi kpop – Roba grossa insomma! –
Il film offre un esempio affascinante di come il character design e le scenografie possano essere utilizzati per creare un mondo visivamente accattivante e immersivo. La palette cromatica vibrante, i caratteri over the top dei personaggi principali, che riprendono molto dal fumetto manga contribuiscono tutti a trasmettere un’energia dinamica e moderna che rispecchia l’universo fantastico del film, un equilibrio tra innovazione e riferimenti culturali, coinvolgendo lo spettatore in un viaggio ricco di suggestioni.
Intervista a Kang per Forbes QUI
Intervista ai registi QUI | QUI | QUI
Gwimyeon: The Monster Mask – 귀면
Korean Monsters: Dokkaebi and Nathwi QUI e QUI

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